Premio Oderzo - 2004
di Fulvio Irace
I benefici dell’architettura.
di Fulvio Irace
Istituito nel 1997 con l’intento di promuovere una riflessione critica sul ruolo dell’architettura
nella qualificazione dell’ambiente, è arrivato alla sua ottava edizione Il Premio di Architettura Città
di Oderzo, che verrà assegnato il 26 novembre 2004 nello storico Palazzo Foscolo.
Patrocinato dal Comune di Oderzo, dalla Provincia di Treviso e dall’Ordine degli Architetti, il Premio
si avvale di una formula originale che affida a una commissione di eminenti personalità del mondo
della critica e del progetto il vaglio delle proposte autonomamente pervenute .
Rivolto al mondo degli architetti attivo nelle regioni del Triveneto, Il Premio di Architettura Città di Oderzo
sviluppa infatti un’interpretazione in chiave regionalistica dell’architettura, proponendosi di rafforzare
negli operatori del progetto la consapevolezza di un’edilizia di qualità diffusa in territori dalle specifiche
caratteristiche urbanistiche e ambientali. Contrapponendosi agli eccessi di una globalizzazione intesa
come omologazione del locale a modi e correnti imposte meccanicamente dall’esterno, si riallaccia dunque
alla più autentica tradizione dell’architettura italiana, il cui "localismo" è intrinseco alla misura storica
delle "geografie" culturali da cui traggono vigore le differenze che hanno reso riconoscibile ed
universalmente apprezzata l’architettura delle nostre città.
Con una selezione di undici progetti, ricadenti nell’ambito delle più varie tipologie – dal parcheggio
sotterraneo all’alloggio domestico –, il Premio conferma con originalità il programma nazionale di
promozione della qualità dell’architettura sostenuto in questi recentissimi anni dalla Direzione Generale
dell’Architettura (DARC) con l’obiettivo di stimolare e rinnovare la creatività italiana nella conformazione
dell’ambiente antropizzato. Naturalmente, le valutazioni della commissione non privilegiano tendenze
o schemi formali, né si ispirano a nostalgici richiami all’ordine della città antica: al contrario, la selezione
delle opere segnalate o premiate risponde a una molteplicità di criteri, coerentemente con i diversi indirizzi
culturali rappresentati nella composizione della commissione. Analogamente, l’attenzione alla
rappresentazione dei temi della vita moderna e della città diffusa aiuta a guardare senza
pregiudizio il rigido mondo delle tipologie architettoniche , accogliendo con interesse la sperimentazione
in alcuni dei settori maggiormente connotanti l’urbanizzazione del territorio, come gli stabilimenti
produttivi , i centri di intrattenimento, gli spazi fieristici e allestitivi.
La generosa risposta dei progettisti che sempre più numerosi hanno deciso di partecipare alla selezione del
Premio è un segnale incoraggiante della sua funzione di vetrina di qualità: dà fiducia agli amministratori e
agli enti che l’hanno voluto e istituito, ma soprattutto costituisce un segnale di fiducia nell’architettura
come atto critico di interpretazione del delicato equilibrio del nostro territorio storico e naturale.
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